26.11.2011

La riputazione professionale nel web 2.0

L’opinione dell’esperto   Silvia Forés confessa che nei processi di selezione cerca il nome del candidato su Google. Bisogna conoscere l’immagine del futuro impiegato e questo deve averne cura nell’azienda e sulle reti sociali.


Tradizionalmente l’azienda ha avuto un ruolo paternalista di protezione ai suoi impiegati. In essa, questi hanno trovato gli utili adeguati per formarsi e sviluppare tutto il loro potenziale. Con l’aiuto della rivoluzione 2.0 e l’uso delle reti sociali, si pone una sfida importantissima per gli impiegati, cioè, gestire la propria reputazione e networking.

Sia i professionisti che le imprese si trovano in questi momenti continuamente esposti all’opinione pubblica. L’azienda sempre ha provato di mantenere la loro reputazione. Adesso i tempi hanno cambiato e non solo le aziende sono responsabili di conservare un’eccellente immagine, ma anche per il proprio interesse, per conservare una buona reputazione personale, poiché questa può essere facilmente messa in dubbio tramite la diffusione delle reti sociali.

Il buon professionista, a partire da ora deve tenere in conto 4 punti per gestire la propria riputazione e generare il proprio marchio personale. Vediamo.

In primo luogo, deve profittare i canali di informazione di cui dispone per essere aggiornato, non solo a partire delle opportunità sorte tramite l’azienda.

In secondo luogo, se non vuole perdere il treno, deve essere in permanente processo di formazione. Dunque, deve tenere in conto la grande quantità di corsi che offre la rete, in parallelo ai corsi di formazione che realizza la impresa. Con la grande offerta di candidati disponibili nel mercato del lavoro, non può permettersi di rimanere indietro di conoscenze.

Inoltre, deve essere capace di gestire il proprio networking. Questo punto è ogni volta più importante sia per lo sviluppo delle società che per la carriera professionale del proprio impiegato.

E infine, anche non per quello meno importante, il buon professionista dovrà sorvegliare la propria riputazione facendo buon uso delle reti sociali ed evitando qualsiasi tipo di azione che nel diffondersi potesse mettere in rischio il proprio marchio personale o quello dell’azienda.

Prova che i tempi hanno cambiato è che in pratica possiamo affermare che il professionale dispone quasi di più tecnologia nel proprio domicilio che nell’azienda. Per questo motivo, adesso le imprese non solo sperano che l’impiegato faccia un buon uso dei mezzi informatici messi a sua disposizione nel suo posto di lavoro, ma anche confidano che questi facciano un uso più corretto di tutta la tecnologia disponibile che ci arriva. Questo è un tema che le imprese dovranno tenere ben in conto.

Intanto, i consultori in risorse umane che ci dedichiamo alla selezione del personale non solo chiediamo referenze prima di contrattare qualcuno, ora, inoltre, non dimentichiamo mai di scrivere il nome del proprio candidato su Google per ché la rete ci racconti chi è e a ché cosa si dedica… caso mai.

Direttrice delle Risorse Umane di Bové Montero y Asociados 


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